Il peso di una lacrima
“Una lacrima di un bambino capriccioso pesa quanto il vento, una lacrima di un bambino che ha fame pesa più di tutto il mondo”
Da FAVOLE AL TELEFONO di Gianni Rodari
Autunno caldissimo
Intanto è un’estate caldissima. Poi vedremo. Intanto va detto che non mi piace l’idea di scioperi e proteste. Che pure ci saranno e che sono parte della dialettica democratica. Ma che denotano mancanza di idee. Cioè: come cambia la protesta? Per esempio l’Iran…
(Cnr) - È passato oltre un mese dalle elezioni presidenziali in Iran, e nonostante l’eco mondiale delle proteste Ahmadinejad continua ad essere il leader del paese. Ma la popolazione iraniana non ci sta, e ancora non sono stati fugati i dubbi che sia stata una gigantesca macchinazione a decretare il risultato degli scrutini. Ma se le grandi proteste di piazza non hanno portato a nulla di confortante, il pensiero a quali nuove forme di protesta adottare non poteva che essere volto spontaneamente. Troppi morti, troppi feriti si sono sacrificati alla causa, adesso è ora di qualcosa di nuovo.
Lo spiega ai microfoni di CNR uno studente iraniano che vive a Firenze: la nuova protesta sarà protratta su due fronti.
Sul fronte interno, alle grandi manifestazioni sono succeduti rapidi “blitz”, aggregazioni rapide di protestanti in diversi punti della città, pronti a disperdersi nella folla all’intervento della polizia. E non mancano le operazioni di “sabotaggio”, tra chi boicotta le televisioni e i prodotti nazionali, e chi collega simultaneamente tutti gli elettrodomestici per cercare di creare dei black out e impedire in al governo di intervenire sui manifestanti di notte.
Sul fronte esterno, invece, è stato indetto uno sciopero della fame simultaneo in più di 70 paesi. Lo sciopero, cominciato il 22 luglio, si concluderà sabato con una manifestazione in contemporanea in oltre 200 città davanti alle ambasciate iraniane, in concomitanza con l’insediamento ufficiale di Ahmadinejad. A Roma gli scioperanti si sono riuniti nella sede dell’Associazione Centofiori in via Goito nella speranza che, una volta per tutte, venga fatta luce sul tragico mese di Teheran. Pietro Bertoncelli (CNR media – 24/07/09)
Possibile avere registrato così tanto e così a lungo?
Sinceramente nella vicenda D’Addario i particolari sono imbarazzanti. A dire il vero inutili. Dica chi non ha capito cosa è successo, come è successo e da quanto tempo andava avanti ‘sta storia. Tutta la storia. Berlusconi e le feste, Berlusconi e le escort, Berlusconi e gli amici equivoci.
Ma una cosa appare sempre più evidente: a sentire gli audio possiamo solo chiederci se è possibile registrare così a lungo un Premier; se tutto può essere il frutto di casualità. Oppure se tutto sia figlio di premeditazione.
Beati i popoli che non hanno bisogno d’eroi
Ma il concetto di eroe…va rivisto al più presto.
(The Daily Dish) - Rob Goodman wants to stop abusing the word “hero,” especially in sports:
And they need heroes as much as the rest of us. The best justification for the larger-than-life world of sports I’ve ever seen wasn’t any particular game, but a 30-second commercial in which office workers were shown celebrating a new contract just like professional athletes–dousing each other with Gatorade and jumping onto a dog pile in the nearest cubicle. The joke actually hurts after a while–most of us will never have the chance to celebrate an accomplishment of our own with that kind of hubristic pride. It would be rude, disruptive–entirely too much. The ordinary rules of decorum make our life together livable, even when they make it tedious. That’s why, for so many of us, sports are a cathartic outlet, a place of outsize passions and unfamiliar moral rules–a vacation from virtue.
E Topolanek è in mutande

Il fumetto sembrava il massimo…ma al ridicolo non c’è fine!
(Grazie a Claudio Caprara)










