Democracy Video Challenge
I 18 finalisti. Da non perdere.
Iran: tra proteste e censura, la lotta è anche sul web

In Iran la lotta tra riformatori e conservatori non si svolge solo per le strade di Teheran, ma anche sul web, tra la censura che il regime di Ahmadinejad instaura e rafforza e gli escamotage che gli oppositori adottano per aggirarla.
Alla luce del fatto che oltre un terzo della popolazione iraniana utilizza il web, le vittime per eccellenza della censura sono i grandi motori di ricerca e i siti dei mezzi di informazione internazionale.
Il governo crede che, rendendo inaccessibili i siti web e tagliando le linee dei cellulari, si possano fermare le proteste e gli scontri nel Paese. Lo scopo è impedire alla gente di comunicare.
Bob Sinclair, estate al ritmo di “Lala Song” (video)
Arriva l’estate, e con lei i tormentoni! Uno di questi è, senza dubbio, “Lala Song” di Bob Sinclair. Stavolta il Dj francese torna a conquistare classifiche e spiagge grazie a questo brano ritmato e divertente nato dalla collaborazione con la Sugarhill Gang, gruppo hip hop americano, e con la partecipazione di Master Gee, Wonder Mike ed Hen Dogg. Orecchiabile, “Lala Song” è caratterizzata anche da un video clip molto colorato, positivo e brillante.
Stop Child Labour, gioco educativo online contro lo sfruttamento del lavoro minorile

Stop Child Labour è un gioco interattivo, realizzato dalla società ceca Creative Lab, dedicato al diritto all’educazione e alla lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile. E’ stato lanciato il 12 Giugno nei 6 Paesi in cui la campagna Stop Child Labour è presente: Italia, Olanda, Germania, Danimarca, Irlanda e Repubblica Ceca. L’obiettivo è promuovere la consapevolezza dell’educazione (a tempo pieno, formale e di qualità) come soluzione possibile allo sfruttamento dei minori.
Il tema del gioco, infatti, è lo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di cotone: quasi il 70% dei bambini lavoratori è occupato in agricoltura. Più di 132 milioni di bambini e bambine lavorano in fattorie e campi, raccogliendo frutti, seminando, spruzzando insetticidi e tenendo il bestiame. Sono impiegati nella produzione di beni di consumo come olio, the, cacao, cotone, tabacco.
La durata del gioco, che si rivolge in particolare ai ragazzi tra i 13 e i 17 anni, è di circa di 4/5 minuti: il compito del giocatore è quello di togliere il maggior numero possibile di bambini dallo sfruttamento per mandarli a scuola.
Il gioco è presente sul sito dell’organizzazione umanitaria indipendente Cesvi (cooperazione e sviluppo).
REGOLE DEL GIOCO
Il compito è salvare il maggior numero di bambini che lavorano in un campo di cotone. Per fare questo, muovere il bus con le frecce della tastiera e far salire i bambini sul bus prima che raccolgano i fiori di cotone.
I bambini che hanno già raccolto i fiori di cotone non possono più salire sul bus e automaticamente tornano in fabbrica.
Si possono raccogliere al massimo 3 bambini per volta. Raccolti 3 bambini sul bus, bisogna portarli a scuola.
Si avrà un punteggio positivo per ogni bambino fatto tornare a scuola e un punteggio negativo per ogni bambino che raggiungerà la fabbrica.
Orsetto Teddy: prendendo un orsetto Teddy si libera un bambino lavoratore dalla fabbrica per farlo tornare a scuola.
Libro: prendendo il libro si aiuta un bambino che ha già raccolto il fiore di cotone ad andare a scuola invece che in fabbrica.
Barattolo d’olio: prendendo il barattolo d’olio aumenta la velocità del bus.
“Nutriente”, cerca-ricette online in base alle calorie

Nutriente è un sito che offre la possibilità di conoscere dettagliatamente ogni genere di alimento, anche quelli che, a volte, sono scarsamente considerati. E ad ogni alimento è associata una serie di ricette.
All’interno di Nutriente, inoltre, esiste un motore di ricerca che permette di cercare la ricetta ideale in base alle calorie stabilite dalla propria dieta. Basta indicare la quantità di calorie che si vuole assumere, specificare il piatto desiderato (ad esempio: pasta, carne, pesce, ecc.) oppure uno specifico alimento, e il pratico “cerca ricette” restituisce i risultati.
Comodissimo per chi deve seguire un preciso regime alimentare .
Magliette della nazionale inglese prodotte pagando le operaie 2£ al giorno

Sono bellissime le nuove maglie della nazionale di calcio inglese: si ispirano a quelle indossate dai campioni inglesi nel 1966 e portano le prestigiose firme di Aitor Throup e del sarto Charlie Allen di Savile Row, la famosa strada-santuario della moda inglese. La Federcalcio inglese e la Umbro, che le produce, ne sono orgogliosi e le hanno presentate con grande enfasi.
Tifosi e fans della squadra possono avere questa nuova meraviglia al prezzo di “sole” 49 £, e sentirsi per un po’ come i miliardari calciatori che le indossano quando giocano.
Fin qui tutto splendido, ma la maglietta ha il suo rovescio con l’etichetta “made in Indonesia”, dove si nasconde una realtà di povertà e sfruttamento.
E’ stato il settimanale inglese News of the World a scoprire a Tangerang, a 2 ore d’auto da Giakarta, la fabbrica Pt Tuntex, dove circa 2.000 ragazze producono le maglie per la Umbro in cambio di un salario di 2 £ al giorno, ignare del prezzo cui poi i capi vengono venduti al pubblico. E dire che, almeno secondo quanto afferma la Umbro, in media i lavoratori della Tuntex guadagnerebbero il doppio del salario minimo stabilito dal governo indonesiano!

Operaie della Tuntex, pagate 16 pence l'ora
Un vero e proprio bunker, circondato di filo spinato e guardie armate, all’interno del quale le ragazze lavorano in condizioni di totale sfruttameto per 12 ore al giorno. La maggior parte di esse cerca di lavorare il massimo orario consentito, perchè il salario base non è abbastanza per vivere e mantenere la famiglia. La sera hanno appena il tempo di andare a mangiare e dormire nella baraccopoli con fogne a cielo aperto, dove vivono, prima che un furgone le riporti in fabbrica alle 8 del mattino successivo.

La fabbrica recintata da alti muri con filo spinato, come una prigione
Le operaie sono costantemente controllate da supervisori, che hanno l’ordine di licenziare chiunque stia chiacchierando o usi il cellulare, per paura che possa scattare immagini della fabbrica, dove non c’è neanche l’aria condizionata, nonostante il caldo torrido.
E’ la seconda volta che il News of the World svela le condizioni in cui si trovano le fabbriche che servono la Umbro: 4 anni fa, fu scoperta una fabbrica in Cina dove lavoratori sottopagati facevano le maglie per la Coppa del Mondo 2006.

Le magliette fatte per 2 £ al giorno vengono vendute a 49 £
Sempre a proposito di lavoratori sottopagati in Indonesia, ancora in Inghilterra venne fuori, nel 1996, poco prima dell’inizio degli Europei, che l’allora sponsor tecnico dell’Italia produceva le divise degli azzurri (quelle con la scritta sul fondoschiena) nel Paese asiatico per salari irrisori dati a gente sottoposta in fabbrica ad orari molto pesanti.
TV Scuola, video lezioni per recupero scolastico

TV Scuola è un contenitore di lezioni sotto forma di video per il recupero dei debiti scolastici nelle medie superiori.
L’ideatore del sito è Marco Gius, già autore di Educity.
TV Scuola invita tutti i professori interessati a partecipare al progetto, registrando in studio le lezioni e portandole on-line a disposizione di tutti gli studenti interessati.
Per ora sono in linea solo le prime sei lezioni di diritto relative alla prima classe del biennio delle superiori, ma è previsto l’allargamento a matematica, italiano, fisica, chimica, scienze, storia e storia dell’arte, economia aziendale, latino e greco. Restano fuori solo le lingue straniere che possono già contare su numerose risorse sul Web.
Le riprese sono realizzate davanti ad uno schermo neutro e poi ogni professore può accompagnare i suoi argomenti con immagini, suoni, filmati, materiale scritto, con il solo limite della creatività didattica.









Allarme FAO: più di un miliardo di affamati nel mondo
La FAO ha lanciato l’allarme: la fame nel mondo aumenta e, per la prima volta nella storia, il numero di esseri umani sottonutriti supera il miliardo di unità.
L’aumento della sottonutrizione, che riguarda ora 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso, è conseguenza della crisi economica mondiale.
Secondo Kostas Stamoulis, rappresentante della Fao, la fame nel mondo potrebbe essere eliminata, perchè le risorse necessarie esistono. Quello che manca non è il cibo, ma l’accesso al cibo da parte dei più poveri.
Il problema non riguarda solo i Paesi del Terzo mondo, ma anche quelli sviluppati, dove vivono 15 milioni di persone sottonutrite.
Alla crisi economica e all’indifferenza delle popolazioni ricche, si aggiunge la questione dei prezzi dei generi alimentari, aumentati di oltre il 30% in soli 4 anni.
19 giugno 2009 Pubblicato da susannacotugno | civil rights, Commenti, diritti umani, human rights, informazione, news from all over the world | crisi economica, fainotizia, fame nel mondo, Fao, sottonutrizione | Lascia un commento