In Francia, a Brumath, ad appena 20 chilometri da Strasburgo, nel cuore dell’Unione europea, è stata aperta un’inchiesta sulle condizioni di lavoro di una cinquantina di donne romene, polacche e ucraine.
Cinquanta centesimi per ogni chilo di fragole raccolte: una paga talmente bassa da fare scattare l’accusa di schiavismo. Per non parlare delle pessime condizioni delle baracche in cui vengono fatte alloggiare queste donne.
“Una bracciante – spiega André Hemmerlé, rappresentante della CGT, la più grande unione sindacale del Paese – è stata pagata solo 6 euro per dieci giorni di lavoro, perchè le hanno detratto i costi di trasporto, vitto e alloggio”.
Il datore di lavoro, tedesco, impegnato nella coltivazione di fragole e asparagi in Alsazia, era già stato condannato in passato per sfruttamento del lavoro, ma poi assolto in appello.
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile conoscere l’elenco, corretto ed aggiornato, degli Enti e delle Associazioni riconosciuti ufficialmente dall’Agenzia e che, quindi, sono effettivamente destinatari del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
I destinatari di questa quota sono, in base alla legge:
Le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, le associazioni di promozione sociale, le associazioni riconosciute che operano nei settori di cui l’articolo 10, c. 1, lett a), del D.Lgs n.460 del 1997;
Gli enti di ricerca scientifica e universitaria;
Gli enti di ricerca sanitaria;
I comuni di residenza (sostegno alle attività sociali);
Le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge.
Il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei cinque appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (Modello Unico PF, Modello 730, ovvero apposita scheda allegata al CUD per tutti coloro che sono dispensati dall’obbligo di presentare la dichiarazione).
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione, direttamente online, un utile motore di ricerca col quale gli utenti possono conoscere i dati e il codice fiscale dei soggetti beneficiari del 5 per Mille.
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Bossi ha parlato ma tutto rimane sospeso. Il messaggio di Pontida non è chiaro: la Lega vorrebbe ma Bossi non può, forse questa è l’estrema sintesi. Le parole si sprecano, gli inni si levano alti e la base rumoreggia in tutti i sensi. Per le presenze, per la cattiveria, per la pazienza esasperata da anni […]
Schiavismo nei campi di fragole dell’Alsazia
In Francia, a Brumath, ad appena 20 chilometri da Strasburgo, nel cuore dell’Unione europea, è stata aperta un’inchiesta sulle condizioni di lavoro di una cinquantina di donne romene, polacche e ucraine.
Cinquanta centesimi per ogni chilo di fragole raccolte: una paga talmente bassa da fare scattare l’accusa di schiavismo. Per non parlare delle pessime condizioni delle baracche in cui vengono fatte alloggiare queste donne.
“Una bracciante – spiega André Hemmerlé, rappresentante della CGT, la più grande unione sindacale del Paese – è stata pagata solo 6 euro per dieci giorni di lavoro, perchè le hanno detratto i costi di trasporto, vitto e alloggio”.
Il datore di lavoro, tedesco, impegnato nella coltivazione di fragole e asparagi in Alsazia, era già stato condannato in passato per sfruttamento del lavoro, ma poi assolto in appello.
30 maggio 2009 Pubblicato da susannacotugno | civil rights, Commenti, diritti dei lavoratori, diritti umani, Donne, emigrazione, Europa, Europe, human rights, immigrazione, informazione, lavoro, news from all over the world | Alsazia, diritti dei lavoratori, diritti delle donne, fainotizia, raccolta fragole, schiavismo, ssfruttamento del lavoro | Lascia un commento