Shell alla sbarra per l’uccisione di Ken Saro-Wiwa

Quattordici anni dopo la morte dello scrittore e attivista Ken Saro-Wiwa, il colosso petrolifero Shell comparirà domani davanti a una corte di giustizia di New York per rispondere dell’accusa di complicità con il regime militare nigeriano del Presidente Sani Abacha, che nel 1995 lo condannò a morte.
Ken Saro-Wiwa e altri otto attivisti vennero impiccati il 10 novembre 1995 al termine di un processo farsa.
Fondatore del Movimento per la sopravvivenza del popolo Ogoni (MOSOP), Saro-Wiwa si batteva da anni contro i danni ambientali causati dalle attività petrolifere della Shell nella regione dell’Ogoniland, nel sud della Nigeria, e contro la miseria e l’arretratezza a cui il governo nigeriano condannava il suo popolo. Lo scrittore era riuscito a mobilitare migliaia di persone, a bloccare la produzione di greggio della Shell e a minare il sistema di corruzione e autoritarismo su cui si reggeva il regime di Abacha.
Per il figlio dell’attivista, Ken Saro-Wiwa Junior, l’avvio del processo segna una prima vittoria della lotta della padre, portata avanti in tutti questi anni.
Shell ha sempre respinto tutte le accuse, affermando di non aver mai in alcun modo incoraggiato nè sostenuto alcun atto di violenza contro gli attivisti della gente Ogoni, ma di aver anzi cercato di persuadere il governo a essere clemente.
Saro-Wiwa Junior sostiene, invece, che ci sono le loro impronte digitali su tutti i casi di tortura, uccisione ed esecuzioni extra-giudiziari della gente Ogoni tra il 1993 e il 1996, e che garantivano sostegno logistico ai soldati coinvolti in questi abusi contro gli Ogoni.
La Shell, in ogni caso, non ha potuto più operare in Ogoniland dal giorno della morte di Saro-Wiwa e oggi sarà chiamata a rispondere anche di complicità nella tortura, nella detenzione e nell’esilio del fratello dell’attivista, Owens Wiwa.
I militanti Ogoni sono riusciti a portare in aula una causa vecchia 14 anni in virtù di una legge che consente di perseguire un’azienda anche per crimini commessi all’estero. E i querelanti auspicano che la causa rappresenti anche un monito alle aziende che operano oggi nel Paese.
Anche se vecchia di 14 anni, infatti, la vicenda è ancora di forte attualità in Nigeria, dove i militanti non-violenti del MOSOP di Saro-Wiwa, che praticavano la disobbedienza civile, sono stati rimpiazzati dai militanti del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (MEND), che ricorrono a sequestri, boicottaggi e scontri armati per perseguire gli stessi obiettivi.
Secondo il MEND, la disobbedienza civile non funziona, ha solo portato attacchi da parte dell’esercito nigeriano contro la popolazione, villaggi rasi al suolo, l’uccisione di un numero imprecisato di giovani e lo stupro delle donne. Per questo ha deciso di adottare la lotta armata.
Sebbene la Nigeria sia uno dei principali produttori di petrolio, la maggioranza della popolazione nigeriana vive ancora oggi in condizioni di estrema povertà a causa della corruzione e dell’incapacità della classe di governo. Si stima che dal giorno dell’indipendenza, nel 1960, la corruzione sia costata alla Nigeria oltre 380 miliardi di dollari.
Da parte sua, l’industria petrolifera ha causato gravi danni ambientali alla regione meridionale del Paese. “Nessuno nega alla Shell il diritto di produrre idrocarburi – sottolinea Saro-Wiwa Junior – ma bisogna farlo rispettando l’ambiente e i diritti umani”.
Susan Boyle… memorabile in “Memory”
Impazza il fenomeno Susan Boyle grazie alla straordinaria esibizione di “Memory” (dal musical “Cats”), che le ha permesso di conquistarsi un posto nella finale del “Britain’s Got Talent”.
Allarme su Facebook: attenzione ai siti “.be”

La minaccia che di recente sta infestando il popolare Facebook ha l’aspetto di una e-mail e rappresenta l’ennesimo caso di phishing. La si può individuare perché porta un link che termina con “.be”.
I siti pericolosi sono: goldbase.be, greenbuddy.be, silvertag.be, picoband.be.
Se capita di ricevere sul prorio account Facebook una e-mail da questi siti, bisogna eliminarla immediatamente senza aprirla.
Per precauzione, sarebbe meglio cancellare i cookie dal PC, eventualmente cambiare la password di accesso a Facebook e fare una scansione con l’antivirus.
Il ciclone Alia si abbatte su India e Bangladesh
Il ciclone Alia che si è abbattuto sul Bangladesh e sullo stato indiano del West Bengala causando più di 30 morti, mentre più di 70 persone vengono date per disperse. Mezzo milione di persone ha dovuto trovare rifugio in alloggi temporanei.
Piogge battenti e vento a 100 chilometri orari hanno provocato diffusi allagamenti e fiumi in piena. Sommerse dall’acqua vaste aree del delta del Sundarbans e distrutte le coltivazioni di riso e le fattorie della Baia di Bengala.
Alia ha sfiorato anche la megalopoli di Kolkata, dove le linee di comunicazione sono interrotte.
Le autorità hanno dovuto sospendere l’attività dei due principali porti del Bangladesh.
“Indietro” con Tiziano Ferro (video e testo)
Con “Indietro” sono tre i singoli che, fino ad ora, Tiziano Ferro ha estratto dal suo vendutissimo album “Alla mia età”, uscito nel novembre del 2008.
Il brano, scritto assieme al grande Ivano Fossati, è uscito in due differenti versioni: una italiana e una in inglese. Quest’ultima si intitola “Breathe Gentle” ed è cantata anche da Kelly Rowland delle Destiny’s Child.
La bellissima cantante è presente anche nel video che accompagna “Indietro”, girato presso una villa sul lago di Garda per la regia di Gaetano Morbioli.
Testo di “Indietro”:
Io voglio regalarti la mia vita
Chiedo tu cambi tutta la mia vita, ora
Ti do questa notizia in conclusione
Notizia è l’anagramma del mio nome, vedi
So che serve tempo, non lo nego
Anche se in fondo tempo non ce n’è
Ma se cerco lo vedo
L’amore va veloce
Tu stai indietro
Se cerchi mi vedi
Il bene più segreto sfugge
All’uomo che non guarda avanti mai
Ricevo il tuo contrordine speciale
Nemico della logica morale
Opposto della fisica normale
Geometria degli angoli nascosti nostri
E adesso
Ripenso a quella foto insieme
Decido che non ti avrei mai perduta, mai perduta
Perché ti volevo troppo
Mi mancano i colpi al cuore
Quel poco o tanto di dolore
Quell’attitudine di chi ricorda tutto
Ma se guardo lo vedo
Il mondo va veloce e tu vai indietro
Se cerchi mi vedi
Il bene più segreto sfugge
All’uomo che non guarda avanti mai
Dietro le lacrime che mi hai nascosto
E negli spazi di un segreto opposto
Resto fermo e ti aspetto da qui
Non mi è possibile,no non rivederti più
Se lontana non sei stata mai
Se cerco lo vedo…
Istituto Luce, archivio cinematografico on-line
L’archivio cinematografico dell’Istituto Luce conserva quasi un secolo di memoria storica collettiva fissato in immagini in movimento, in milioni di metri di pellicola.
Un prezioso e vastissimo patrimonio filmico composto non solo di cinegiornali e documentari di propria produzione (realizzati a partire dal 1924, anno di nascita della L.U.C.E. “L’Unione Cinematografica Educativa”), ma anche di testate d’attualità, collezioni documentaristiche e fondi esterni acquisiti nel tempo.
Questa ricca fonte audiovisiva, di un valore storico-culturale inestimabile, catalogata e digitalizzata per essere accessibile a tutti, conta, attualmente, 12.000 cinegiornali, 6.000 documentari e varie tipologie di film che vanno dalla cinematografia delle origini fino alla documentazione della vita politica, sociale e culturale degli ultimi decenni.
L’archivio custodisce, inoltre, 8.000 rulli di “girato non montato”: si tratta del materiale cosiddetto di “repertorio”.
















Georgia, festa dell’indipendenza e proteste anti-Saakashvili
Attivista georgiano mascherato in una manifestazione anti-Saakashvili
Proprio nel giorno in cui ricorre l’anniversario dell’indipendenza della Georgia dall’ex-Unione Sovietica, l’opposizione georgiana ha riempito lo stadio nazionale di Tbilisi per dire al presidente Saakashvili che è ora di dimettersi.
Una manifestazione organizzata da 14 partiti, al cui appello hanno risposto circa 100mila georgiani, guidati da Nino Burdjanadze, un tempo alleata di Saakashvili e ora in prima linea a rinfacciargli una gestione autoritaria del potere e un conflitto disastroso contro Mosca.
Il governo ha cancellato una parata militare nella capitale, per prevenire il rischio di disordini. Saakashvili ha celebrato l’anniversario dell’indipendenza inaugurando un cimitero per i militari uccisi durante la guerra dello scorso agosto con la Russia.
Oltre a ricordare il sacrificio dei militari caduti, il capo dello stato ha riaffermato la necessità di tenere alta la guardia per difendere l’indipendenza da nemici esterni, in quella che suona come una chiara allusione a Mosca, e al tempo stesso per garantire alla Georgia un futuro di prosperità.
Nella realtà, il Paese vive uno stallo politico che paralizza le riforme e minaccia le prospettive economiche. Stati Uniti e Unione Europea chiedono a governo e opposizione di aprire un confronto per superare la crisi.
26 maggio 2009 Pubblicato da susannacotugno | civil rights, Commenti, ex-Unione Sovietica, Georgia, informazione, news from all over the world, opinioni politiche, politica, politics | fainotizia, Georgia, indipendenza della Georgia, Nino Burdjanadze, opposizione georgiana, proteste anti-Saakashvili | Lascia un commento