Era l’ottobre 2007 quando, sulla rete privata tedesca RTL 2, andò in onda la prima puntata del reality tv ”Willkommen in der Nachbarschaft” (Benvenuti, vicini!). Si scatenò un putiferio in Germania, e la condanna dei media fu unanime: esperimento di razzismo televisivo. Il quotidiano Die Welt scrisse che si era toccato il fondo in fatto di intrattenimento televisivo, aggiungendo che gli autori del format stavano tirando fuori il peggio di quanto c’è nell’uomo.
In quel programma, cinque famiglie atipiche o appartenenti a minoranze erano chiamate a vivere, una dopo l’altra, ognuna per una settimana, in una casa unifamiliare di 170 metri quadrati con un grande giardino e una piscina, a Buckow, nei pressi di Berlino. La famiglia vincitrice del reality avrebbe avuto in premio l’immobile, valutato quasi 300mila euro, ma per averlo avrebbe prima dovuto conquistarsi la simpatia di nove famiglie di vicini.
A far gridare allo scandalo fu il fatto che le cinque famiglie concorrenti sembravano essere state scelte col chiaro intento di suscitare i pregiudizi e il razzismo dei vicini. Si trattava, infatti, di una famiglia di profughi palestinesi, di una coppia non sposata con cani molto aggressivi, di una comune formata da quattro punk, di una coppia di fatto con un bambino, in cui l’uomo era un transessuale e la donna lesbica, oltre alla famiglia presentata nella prima puntata, formata da un musulmano della Guinea, sposato con una tedesca, da cui aveva avuto tre bambini, ma che conviveva anche con una sua connazionale, con la quale aveva altre tre figli.
Maria Boehmer (Cdu), ministro alla Cancelleria per la migrazione e l’integrazione, disse che il reality fomentava i pregiudizi contro gli immigrati e gli omosessuali, mentre la rivista Hörzu chiese la cancellazione del format.
L’attore Pierre Sanoussi-Bliss, protagonista della serie televisiva nota in Italia con il nome “Il commissario Kress”, scrisse una lettera di protesta ad Angela Merkel, in cui definiva il reality razzista e discriminatorio.
Gli autori del programma si difesero affermando di non voler discriminare nessuno, e il reality andò avanti fino all’ultima puntata con tanto di premiazione dei vincitori: la coppia trans-lesbo con bambino.
Ora, dopo le famiglie atipiche, è la volta dei bebè e degli adolescenti. Ed è ancora RTL che li manderà in onda per un nuovo “esperimento”. A partire dal prossimo 3 giugno, infatti, l’emittente tedesca trasmetterà “Erwachsene auf Probe” (adulti in prova), una serie tv in 6 puntate per la quale il DKSB (Deutsche Kinderschutzbund, associazione tedesca per la tutela dei minori) si è già detto “inorridito”.
In questa sorta di reality, i genitori affideranno i loro bambini, neonati o molto piccoli (fino a 14 mesi), alle cure di adolescenti desiderosi di impratichirsi con pannolini e ninne nanne. Il tutto per la durata di 4 giorni.
I genitori potranno controllare come gli adolescenti si comportano con i loro bambini nelle stanze video-sorvegliate 24 ore su 24, mentre RTL ha ingaggiato esperti, come una psicologa per l’infanzia, un medico e un’educatrice. Ma tutto questo non basta per il DKSB: secondo la responsabile dell’associazione per l’infanzia Paula Honkanen Schoberth, la trasmissione rappresenta un grande rischio per i bambini e non esclude una minaccia per il loro benessere.
Insomma, sembra proprio di trovarsi di fronte a una tv laboratorio, dove gli esperimenti si fanno sempre più pericolosi.
(ASCA) – Roma, 7 mag – Quotidiani on-line a pagamento entro un anno per il colosso dei media News Corporation. Lo ha annunciato lo stesso presidente e amministratore delegato, Rupert Murdoch, nel corso di una conference call, anticipando una mossa, che secondo gli analisti, potrebbe scuotere dalle fondamenta la cultura dei contenuti gratuiti su internet.
Murdoch, come riporta il sito della Cnn, ha definito ”malfunzionante” l’attuale modello seguito dai media in rete e che l’accesso gratuito favorito da molti editori ha fallito. ”Siamo nel mezzo di un dibattito epocale sul valore dei contenuti ed e’ chiaro per molti quotidiani che l’attuale modello non funziona”, ha detto il magnate dell’editoria.
”I giorni di internet tutto gratis finiranno presto, va trovato un sistema che massimizzi i profitti”. Murdoch ha citato la positiva esperienza del Wall Street Journal, che ha provato che proporre contenuti a pagamento puo’ essere proficuo. In tre settimane sono state 360 mila le persone che hanno scaricato l’applicazione iPhone WSJ per accedere ai contenuti del giornale pagando una cifra ”accettabile”.
(ANSA) – NEW YORK, 7 MAG – Il presidente Barack Obama ha ordinato alla Nasa una revisione del programma per riportare l’uomo sulla Luna. La Casa Bianca ha messo l’ex Ceo della Lockheed Norm Augustine a capo di una commissione di esperti che valuti i progressi della Nasa per una flotta di veicoli spaziali da trasporto che dovranno sostituire gli Shuttle. Questi andranno in pensione entro settembre 2010 dopo 8 viaggi verso la Stazione spaziale e una missione verso il telescopio spaziale Hubble.
“Madame Bovary sono io”. A poterlo dire oggi, a 150 anni dalla nascita del tormentato personaggio di Gustave Flaubert, sono oltre 600 appassionati (professori, ricercatori, ma anche gente comune) di 12 paesi diversi che hanno contribuito alla pubblicazione online dei manoscritti originali.
Il progetto, concepito e diretto dalla Biblioteca Municipale in collaborazione con il Centro Flaubert dell’Università di Rouen, in Francia, ha richiesto un lavoro certosino di trascrizione durato ben 6 anni.
Oggi il sito è aperto al grande pubblico, perciò tutti, dagli specialisti di Flaubert ai suoi lettori, dai ricercatori ai liceali, possono vedere come un autore crea il suo romanzo: dalla genesi al primo abbozzo, fino alla versione finale. E chi, confrontando manoscritti e trascrizioni, dovesse riscontrare a suo avviso degli errori, può segnalarli direttamente attraverso il sito.
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Bossi ha parlato ma tutto rimane sospeso. Il messaggio di Pontida non è chiaro: la Lega vorrebbe ma Bossi non può, forse questa è l’estrema sintesi. Le parole si sprecano, gli inni si levano alti e la base rumoreggia in tutti i sensi. Per le presenze, per la cattiveria, per la pazienza esasperata da anni […]
Reality shock nella TV tedesca: dopo l’esperimento razzista quello dei bambini affidati ad adolescenti
Era l’ottobre 2007 quando, sulla rete privata tedesca RTL 2, andò in onda la prima puntata del reality tv ”Willkommen in der Nachbarschaft” (Benvenuti, vicini!). Si scatenò un putiferio in Germania, e la condanna dei media fu unanime: esperimento di razzismo televisivo. Il quotidiano Die Welt scrisse che si era toccato il fondo in fatto di intrattenimento televisivo, aggiungendo che gli autori del format stavano tirando fuori il peggio di quanto c’è nell’uomo.
In quel programma, cinque famiglie atipiche o appartenenti a minoranze erano chiamate a vivere, una dopo l’altra, ognuna per una settimana, in una casa unifamiliare di 170 metri quadrati con un grande giardino e una piscina, a Buckow, nei pressi di Berlino. La famiglia vincitrice del reality avrebbe avuto in premio l’immobile, valutato quasi 300mila euro, ma per averlo avrebbe prima dovuto conquistarsi la simpatia di nove famiglie di vicini.
A far gridare allo scandalo fu il fatto che le cinque famiglie concorrenti sembravano essere state scelte col chiaro intento di suscitare i pregiudizi e il razzismo dei vicini. Si trattava, infatti, di una famiglia di profughi palestinesi, di una coppia non sposata con cani molto aggressivi, di una comune formata da quattro punk, di una coppia di fatto con un bambino, in cui l’uomo era un transessuale e la donna lesbica, oltre alla famiglia presentata nella prima puntata, formata da un musulmano della Guinea, sposato con una tedesca, da cui aveva avuto tre bambini, ma che conviveva anche con una sua connazionale, con la quale aveva altre tre figli.
Maria Boehmer (Cdu), ministro alla Cancelleria per la migrazione e l’integrazione, disse che il reality fomentava i pregiudizi contro gli immigrati e gli omosessuali, mentre la rivista Hörzu chiese la cancellazione del format.
L’attore Pierre Sanoussi-Bliss, protagonista della serie televisiva nota in Italia con il nome “Il commissario Kress”, scrisse una lettera di protesta ad Angela Merkel, in cui definiva il reality razzista e discriminatorio.
Gli autori del programma si difesero affermando di non voler discriminare nessuno, e il reality andò avanti fino all’ultima puntata con tanto di premiazione dei vincitori: la coppia trans-lesbo con bambino.
Ora, dopo le famiglie atipiche, è la volta dei bebè e degli adolescenti. Ed è ancora RTL che li manderà in onda per un nuovo “esperimento”. A partire dal prossimo 3 giugno, infatti, l’emittente tedesca trasmetterà “Erwachsene auf Probe” (adulti in prova), una serie tv in 6 puntate per la quale il DKSB (Deutsche Kinderschutzbund, associazione tedesca per la tutela dei minori) si è già detto “inorridito”.
In questa sorta di reality, i genitori affideranno i loro bambini, neonati o molto piccoli (fino a 14 mesi), alle cure di adolescenti desiderosi di impratichirsi con pannolini e ninne nanne. Il tutto per la durata di 4 giorni.
I genitori potranno controllare come gli adolescenti si comportano con i loro bambini nelle stanze video-sorvegliate 24 ore su 24, mentre RTL ha ingaggiato esperti, come una psicologa per l’infanzia, un medico e un’educatrice. Ma tutto questo non basta per il DKSB: secondo la responsabile dell’associazione per l’infanzia Paula Honkanen Schoberth, la trasmissione rappresenta un grande rischio per i bambini e non esclude una minaccia per il loro benessere.
Insomma, sembra proprio di trovarsi di fronte a una tv laboratorio, dove gli esperimenti si fanno sempre più pericolosi.
8 maggio 2009 Pubblicato da susannacotugno | Commenti, comunicazione, diritti umani, infanzia, informazione, news from all over the world, TV | bambini in TV, diritti dell'infanzia, discriminazione, esperimenti televisivi, fainotizia, razzismo, reality show, reality tv in Germania | Lascia un commento