Omelie lunghe e noiose? Arriva on-line “Manuale del predicatore”

Omelie troppo lunghe, noiose, che fanno sbadigliare anche il più fervente dei fedeli? Per risolvere il problema numero uno dei sacerdoti, don Mario Masina della Diocesi di Verona propone “Il manuale del predicatore”. I consigli per una predica accattivante e al passo con i tempi sono on line, sul sito della Diocesi di Verona, dove un link rimanda all’intervento di don Masina, sottotitolato “tutto quello che un prete dovrebbe sapere per non annoiare i suoi fedeli”. Quelle di Masina sono vere e proprie indicazioni operative. Inanzitutto, per una buona omelia, bisogna scegliere bene il tema, uno solo, e concentrarsi su di esso. Prima, però, bisogna documentarsi con le letture, evitando la tentazione del predicatore navigato, “so già cosa dire”. Quindi, va preso un buon commento biblico, preferibilmente il Vangelo, “che piace di più”. Quanto alla modalità dell’eloquio, cambiare spesso forma, passando dall’omelia “letta”, a quella “abbozzata” a quella “guidata”, infine a quella “pre-disposta”, il tipo di intervento studiato e articolato che non fa perdere spontaneità e fluidità. Poi comincia la predica vera e propria, che può avvenire con una domanda, un racconto, o la citazione di un fatto di cronaca; meglio però non quelli sovraesposti dai mass media, consiglia Masina. Ma soprattutto il finale: il sacerdote deve già sapere quando e come concludere perché, spesso, proprio il fatto di non saperlo porta a prolungare la predica. Infine la durata: il buon senso – dice Masina – suggerisce che in condizioni di normale assemblea domenicale, non vada oltre i dieci minuti. Se meno, meglio ancora.









Sono veramente felice di sentire che un argomento come quello delle omelie in Chiesa, venga preso in considerazione. Il campo mediatico è in piena espansione e ci stiamo accorgendo che ha un’enorme influenza sulle masse degli uomini. Deve però essere curato e adeguatamente adoperato. Anche in questo campo prevalgono gli specialisti.
Luciano