Loriscosta's Weblog

not only news from all over the world

Afghanistan: diventa legale lo stupro della moglie

Il Sole 24 Ore, 31 marzo 2009

Il presidente afghano, Hamid Karzai, ha firmato una legge che modifica il diritto di famiglia sciita legalizzando lo stupro della moglie da parte del marito e proibendo alle donne sposate di uscire di casa senza il permesso del coniuge. A denunciarlo fonti delle Nazioni Unite e diverse associazioni per i diritti delle donne che operano in Afghanistan. La riforma riguarda solo gli sciiti, per lo più appartenenti all’etnia hazara, la terza del Paese, il cui voto Karzai ha voluto probabilmente corteggiare in vista delle presidenziali di agosto.
All’articolo 132 la nuova legge stabilisce che le mogli devono assecondare i desideri sessuali dei loro mariti e prevede che un uomo possa aspettarsi di avere rapporti con la moglie «almeno una volta ogni quattro notti», a meno che la consorte non sia indisposta. C’è inoltre un tacito consenso per i matrimoni con bambine e si proibisce alla donna di uscire di casa senza il permesso del marito.
Il progetto di legge giaceva in parlamento da più di un anno e solo a febbraio è stato fatto dibattere da Karzai, in cerca di alleati nel braccio di ferro con l’opposizione sulla sua proroga in vista delle presidenziali.
«Abbiamo detto a Kabul pubblicamente che questa legge deve essere modificata o che comunque ci aspettiamo un segnale chiaro che smentisca la possibilità che una legge del genere possa vedere la luce», ha commentato il ministro degli Esteri, Franco Frattini dall’Aja, dove ha preso parte alla Conferenza internazionle sull’Afghanistan.
Sulla questione femminile in Afghanistan si è espressa in giornata anche il segretario di Stato americano Hillary Clinton che – nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’Aja – ha parlato dei diritti delle donne in quel Paese come di un motivo di «assoluta preoccupazione» per gli Usa. «Non si può sviluppare un paese – ha aggiunto ancora la Clinton – se metà della sua popolazione viene oppresso».

31 marzo 2009 Pubblicato da | Afghanistan, civil rights, Commenti, diritti umani, Donne, feminism, freedom, human rights, news from all over the world | , , , , , | Lascia un commento

Omelie lunghe e noiose? Arriva on-line “Manuale del predicatore”

Omelie troppo lunghe, noiose, che fanno sbadigliare anche il più fervente dei fedeli? Per risolvere il problema numero uno dei sacerdoti, don Mario Masina della Diocesi di Verona propone “Il manuale del predicatore”. I consigli per una predica accattivante e al passo con i tempi sono on line, sul sito della Diocesi di Verona, dove un link rimanda all’intervento di don Masina, sottotitolato “tutto quello che un prete dovrebbe sapere per non annoiare i suoi fedeli”. Quelle di Masina sono vere e proprie indicazioni operative. Inanzitutto, per una buona omelia, bisogna scegliere bene il tema, uno solo, e concentrarsi su di esso. Prima, però, bisogna documentarsi con le letture, evitando la tentazione del predicatore navigato, “so già cosa dire”. Quindi, va preso un buon commento biblico, preferibilmente il Vangelo, “che piace di più”. Quanto alla modalità dell’eloquio, cambiare spesso forma, passando dall’omelia “letta”, a quella “abbozzata” a quella “guidata”, infine a quella “pre-disposta”, il tipo di intervento studiato e articolato che non fa perdere spontaneità e fluidità. Poi comincia la predica vera e propria, che può avvenire con una domanda, un racconto, o la citazione di un fatto di cronaca; meglio però non quelli sovraesposti dai mass media, consiglia Masina. Ma soprattutto il finale: il sacerdote deve già sapere quando e come concludere perché, spesso, proprio il fatto di non saperlo porta a prolungare la predica. Infine la durata: il buon senso – dice Masina – suggerisce che in condizioni di normale assemblea domenicale, non vada oltre i dieci minuti. Se meno, meglio ancora.

31 marzo 2009 Pubblicato da | Commenti, comunicazione, informazione, Internet, news from all over the world, religion, religione | , , , , | 1 commento

Illusionista lievita in Peru

31 marzo 2009 Pubblicato da | news from all over the world | , , , | Lascia un commento

Addio a Maurice Jarre, leggendario compositore di colonne sonore cinematografiche

Il compositore francese Maurice Jarre, leggendario autore di colonne sonore cinematografiche come quelle per il «Dottor Zivago» e «Lawrence d’Arabia», è morto, nella notte tra sabato e domenica scorsi, a Los Angeles all’età di 84 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore. L’annuncio della scomparsa è stato dato oggi dal suo manager, il figlio Jean-Michel Jarre, uno dei pionieri della musica elettronica da film. Autore di oltre duecento colonne sonore, Maurice Jarre ha vinto tre premi Oscar per la migliore musica da film: nel 1962 per «Lawrence d’Arabia», nel 1965 per «Il dottor Zivago» e nel 1984 per «Passaggio in India», che sono da considerare i suoi capolavori. Questi tre film sono tutti del regista britannico David Lean con cui Jarre ebbe una lunga collaborazione.

Attivo fin dai primi anni Cinquanta, Jarre collaborò inizialmente con il regista francese Georges Franju, trasferendosi nel 1960 a Hollywood. Altre sue colonne sonore importanti sono per «La caduta degli dei» (1969) di Luchino Visconti, «L’uomo che volle farsi re» (1975) di John Huston, «L’attimo fuggente» (1989) di Peter Weir e «Ghost – Fantasma» (1990, nomination all’Oscar).

Negli anni Ottanta, Jarre iniziò a scrivere anche brani elettronici che inserì nelle sue partiture sotto la spinta del figlio. Ne sono esempi le colonne sonore per «Witness – Il testimone», «Attrazione fatale», «Un anno vissuto pericolosamente», «Gorilla nella nebbia» e «Allucinazione perversa».

Il suo miglior lavoro per la televisione è considerato «Gesù di Nazareth» (1977) di Franco Zeffirelli.

Tra gli altri film musicati da Maurice Jarre figurano «Topaz» di Alfred Hitchcock, «Sole rosso» di Terence Young, «Gli ultimi fuochi» di Elia Kazan, «L’uomo dai sette capestri» di John Houston, «L’uomo senza passato» di Serge Bourguignon, «Il giorno più lungo» di Bernhard Wicki, Andrew Marton e Ken Annakin, «Parigi brucia?» di Renè Clèment, «Una stagione all’inferno» di Nelo Risi e «Il tamburo di latta» di Volker Schlondorff. Uno dei suoi ultimi film più importanti è «Sognando l’Africa» di Hugh Hudson.

Una delle ultime apparizioni pubbliche di Maurice Jarre risale al febbraio scorso, quando al Festival internazionale del cinema a Berlino ha ricevuto il premio Orso d’oro alla carriera.

Oltre all’Oscar, per «Il dottor Zivago» Jarre vinse anche il Grammy Award per il disco più venduto per il «Tema di Lara». Ha vinto inoltre il British Academy Award per la miglior colonna sonora di «L’attimo fuggente» (1989) e il Golden Globe per la miglior colonna sonora di «Il profumo del mosto selvatico» (1995).

30 marzo 2009 Pubblicato da | cinema, Commenti, comunicazione, cultura, Culture, film, musica, news from all over the world | , , | Lascia un commento

Quanto guadagna un Commissario Ue?

Vi fidate di lui?

Vi fidate di lui?

Indignarsi? Esportare l’indignazione europea? Oppure l’Europa va riformata e va introdotto un concetto di responsabilità diretta?

Insomma è il momento giusto per pensare di scegliere un Governo Europeo con un mandato esplicito collegato alla maggioranza politica al Parlamento di Strasburbo?

(ASCA-AFP) – Bruxelles, 30 mar – La Commissione europea ha difeso il sistema di remunerazione dei commissari che concede loro un’indennita’ fino al 65% del loro stipendio per i tre anni successivi alla fine del mandato, rifiutando il termine ”paracadute d’oro” per descriverlo.

”La Commissione – ha dichiarato uno dei suoi portavoce, Valerie Rampi – applica le norme che sono state fatte dagli stessi Stati membri dell’Ue. Sono gli Stati membri che hanno deciso di fissare l’insieme degli elementi di remunerazione dei membri della Commissione, compresa quella del suo presidente”.

Il meccanismo, ha aggiunto, e’ inoltre simile a quelli utlizzati ”da altre organizzazioni internazionali”.

Alcuni media e il centro di riflessione euroscettico ”Open Europe” hanno espresso recentemente la loro indignazione per questo sistema, che permette ad ex commissari europei – vengono citati il britannico Peter Mandelson, il titolare della Farnesina Franco Frattini e il cipriota Markos Kyprianou – di continuare a percepire somme ingenti dall’esecutivo europeo, nonostante abbiano lasciato Bruxelles per diventare subito ministri nei loro Paesi.

Le norme in vigore prevedono che i commissari beneficino per tre anni di un”’indennita’ transitoria” equivalente a una cifra tra il 40 e il 65% del loro stipendio netto di base, dopo aver lasciato la carica. E questo, secondo la portavoce, allo scopo di facilitare il loro ”reinserimento professionale”.

Questo stipendio mensile di base sale a 19.909 euro per un commissario e arriva a 24.422 euro per il presidente dell’esecutivo europeo, Jose’ Manuel Barroso, ossia quasi 300.000 euro all’anno, senza contare le indennita’ di residenza e di rappresentanza.

mlp/sam/lv

30 marzo 2009 Pubblicato da | elezioni, Europa, Europe, votazioni | , , , , | Lascia un commento

Gli Usa sono corrotti dice il Messico – ambiguità Obama

Ci sono tre elementi su cui gli Usa di Obama ci devono una risposta. Tanto per capire se è davvero iniziato un nuovo corso.

1) Gli Usa firmeranno il trattato di Kyoto?

2) Gli Usa accettano il Tpi (Tribunale Penale Internazionale)?

3) Gli Usa lottano davvero contro la corruzione?

Roma, 30 mar. (Apcom) – La guerra al narcotraffico al confine fra Messico e Stati Uniti è complicata dalla corruzione degli agenti e dei funzionari americani: l’accusa giunge dal presidente del Messico, Felipe Calderon, nel pieno dei contrasti con Washington sulla violenza esplosa alla frontiera. Calderon ha rilasciato una intervista alla Bbc subito prima di partire per Londra dove parteciperà giovedì al vertice del G20. Appena 5 giorni fa, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton era a Città del Messico, prima tappa di un’offensiva diplomatica sostanziosa. All’inizio di aprile sono previsti incontri con le autorità messicane del ministro per la Sicurezza nazionale Usa Janet Napolitano e del ministro della Giustizia Eric Holder, e lo stesso presidente Barack Obama sarà in Messico prima del Summit delle Americhe a Trinidad and Tobago. Calderon avrà del resto modo di incrociare Obama a Londra. Il capo dello Stato messicano ha inviato decine di migliaia di uomini sulla lunga frontiera fra Messico e Stati Uniti, teatro di una guerra fra bande sanguinaria che dal dicembre del 2006 ha ucciso oltre 10.500 persone. 6.000 sono morte nel 2008, di cui 1.600 solo a Ciudad Juarez, cittadina di fronte a El Paso in Texas, ad appena un miglio. Ci sono 10.800 uomini fra poliziotti e soldati impegnati a pattugliare la sola Juarez. Calderon alla Bbc ha detto che la violenza a Juarez però è crollata del 73% nell’ultimo mese, da quando sono quadruplicati gli effettivi dispiegati. Per il presidente messicano è un successo, ma potrebbe essere solo temporaneo: anche l’anno scorso le stragi a Juarez crollarono con il primo invio di soldati. Nella città il clan dei Sinaloa sta cercando di conquistare spazio nei traffici del clan Juarez. Il grosso della droga che arriva dal sud America transita per il Messico verso i tossicodipendenti Usa; ma il grosso delle armi usate dai clan viene dall’America del nord. Il governo Calderon quindi rifiuta le colpevolizzazioni e la stessa Hillary Clinton in Messico ha ammesso che la richiesta di droga da parte dei clienti statunitensi è cruciale nell’esplosione della violenza. Parlando alla Bbc però Calderon ha detto ben di più: “C’è traffico in Messico perché c’è corruzione in Messico” ha affermato, “ma con lo stesso criterio, se c’è traffico in Usa è perché c’è corruzione… E’ impossibile contrabbandare tonnellate di cocaina negli Stati Uniti senza la complicità di alcune autorità americane”. Calderon poi ha ribadito che il 90% delle armi usate nei crimini dei narcos viene dagli Stati Uniti, con circa 11.000 negozi di armi nelle città americane sulla frontiera.

30 marzo 2009 Pubblicato da | Ambiente, news from all over the world, opinioni politiche, US imperialism, USA | , , , , , | Lascia un commento

Google Docs, inserire disegni e diagrammi

Da poco tempo su Google Docs si possono inserire anche disegni e diagrammi. Come molti sanno, Google Docs & Spreadsheets è la suite office che Google mette a disposizione degli utenti attraverso servizi di scrittura, fogli di calcolo e altre funzioni. Per inserire disegni e diagrammi, basterà selezionare la voce “Insert Drawing” contenuta nel menu “Insert”. In questo modo apparirà una finestra nella quale andare a collocare ciò che si desidera: forme, testo, linee geometriche o realizzate a mano libera, colorate o meno. Inoltre si può procedere alla duplicazione, rotazione ed allineamento alla griglia per ogni oggetto.

30 marzo 2009 Pubblicato da | Commenti, informatica, informazione, Internet, news from all over the world, technology, tecnologia | , , | Lascia un commento

Chi comanda in Russia – Dmitry Medvedev fa la voce grossa

Mosca, 29 mar. – (Adnkronos) – “Sono io il leader di questo Stato, sono io il capo dello Stato e la divisione dei poteri e’ basata su questo”. Per la prima volta da quando si e’ insediato al Cremlino quasi un anno fa, Dmitry Medvedev fa la voce grossa e respinge le interpretazioni di quanti ritengono che nella realta’ a comandare sia il suo predecessore e attuale premier Vladimir Putin. “Lui e’ il primo ministro del governo – scandisce il presidente in un’intervista trasmessa oggi dalla Bbc – e’ molto difficile, c’e’ molto lavoro. Ma le decisioni piu’ importanti a nome dello Stato sono prese dal presidente, questa e’ una cosa ovvia”.

30 marzo 2009 Pubblicato da | Russia | , , , , , | Lascia un commento

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.