Loriscosta's Weblog

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Filosofia dei cani

Written, shot, edited, and directed by Tatu Laukkanen and Matti Pohjonen, in collaboration with NEGATIVEWARMACHINE in Helsinki, Finland.  “Philosophy of Dogs,” Part III of Elephantasma? (a feature-length experimental documentary film that examines economic change in Bombay, India from three different angles), “has already managed to get censored from one seminar on Indian economic growth” since the film’s release in 2006.

25 febbraio 2009 Pubblicato da | news from all over the world | | Lascia un commento

Accuse di sfruttamento per il premio Oscar The Millionaire

Il film “The Millionaire” è stato al centro di polemiche che l’hanno accompagnato sin dalla sua uscita. Una delle famiglie dei ragazzi che hanno partecipato alle riprese aveva denunciato una sorta di sfruttamento da parte della produzione che aveva pagato il figlio appena 2500 euro a fronte delle decine di milioni di euro d’incassi. La vittoria degli Oscar sembra però aver placato gli animi.

“Sono così felice che mia figlia abbia vinto questo premio. La sua fama deve essere anche un motivo di orgoglio per tutta l’India”, ha detto Muni Qureshi, madre di Rubina Ali, 8 anni, che nel film ha interpretato la bambina della bidonville Latika.

Il regista e il produttore avevano negato in blocco le accuse spiegando che la produzione ha anche previsto di pagare gli studi dei ragazzi fino a quando saranno maggiorenni.

“La cosa più importante è che una persona povera come mio figlio venga riconosciuta internazionalmente – dice il padre del piccolo Azhar Mohammed Isamil -. Quello che mi rende più felice è che sia riuscito già a farsi un nome”.

Alcuni abitanti della bidonville si sono sentiti offesi dal titolo inglese del film che li chiama “Slumdog”, letteralmente cani dei bassifondi, e hanno presentato una denuncia in tribunale.

23 febbraio 2009 Pubblicato da | America, arte, cinema, civil rights, Commenti, cultura, Culture, diritti umani, film, human rights, India, news from all over the world, USA | , , , , , , | 2 commenti

Oscar 2009, il trionfo di The Millionaire

 Il film di Danny Boyle, “The Millionaire”, alla fine ha vinto tutto quello che poteva: Oscar per il miglior film, per la sceneggiatura non originale, per la fotografia, il montaggio, la colonna sonora, il missaggio sonoro, la miglior canzone (Jai Ho di A.R. Rahman) e la regia. Insomma per Brad Pitt e “Il curioso caso di Benjamin Button”, che tante candidature aveva avuto, non c’è stato nulla da fare, la pellicola ha vinto statuette minori: effetti speciali, trucco e scenografia. La migliore attrice protagonista è stata riconosciuta in Kate Winslet per “The Reader”. L’Oscar come migliore attore protagonista è andato a Sean Penn per “Milk”. A Penelope Cruz, interprete di “Vicky Cristina Barcelona” di Woody Allen, il primo Oscar della serata come miglior attrice non protagonista. Premio postumo per Heath Ledger, bravissimo interprete de “Il cavaliere oscuro”. Miglior film in lingua straniera il giapponese “Departures (Okuribito)” di Yojiro Takita.

Tutti i premi:
Film:
The Millionaire

Film d’animazione: Wall-e

Film straniero: Departures (Japan)

Documentario: Man on Wire

Cortometraggio d’animazione:  La Maison en Petits Cubes

Cortometraggio:  Spielzeugland

Cortometraggio documentario: Smile Pinki

Attore protagonista: Sean Penn (Milk)

Attrice protagonista: Kate Winslet (The Reader)

Attore non protagonista: Heath Ledger (Il Cavaliere Oscuro)

Attrice non protagonista: Penelope Cruz (Vicky Cristina Barcelona)

Regista: Danny Boyle (The Millionaire)

Sceneggiatura non originale: The Millionaire

Sceneggiatura originale: Milk

Fotografia: The Millionaire

Montaggio: The Millionaire

Scenografia: Il curioso caso di Benjamin Button

Trucco: Il curioso caso di Benjamin Button

Costumi: La duchessa

Effetti speciali: Il curioso caso di Benjamin Button

Colonna sonora: The Millionaire

Canzone: O Saya da The Millionaire (Fox Searchlight), Music and Lyric by A.R. Rahman andMaya Arulpragasam

Effetti sonori: Il cavaliere oscuro

I Link :
The Millionaire (trailer e sito uff. italiani)
The Millionaire (sito uff. internaz.)

Milk (trailer in italiano)                                                                                                                                                                                                                                                                        Milk (trailer internazionale) 
Milk (sito uff.)

La vera storia di Milk

The Reader (scheda e trailer uff. italiani)
The Reader (sito e trailer uff. intern.)
                                                                                                                                            

The Dark Knight (sito uff. italiano)

Il curioso caso di Benjamin Button (trailer e sito uff. ital.)
Il curioso caso di Benjamin Button (trailer e sito uff. USA) 

23 febbraio 2009 Pubblicato da | America, arte, cinema, Commenti, comunicazione, cultura, Culture, film, musica, news from all over the world, USA | , , , , , , , | 1 commento

Shopping cinese

Roma, 23 feb. (Apcom) – L’hanno definita “la seconda fase” nella sua caccia alle risorse mondiali: la Cina si prepara infatti ad acquistare le compagnie petrolifere e di gas straniere grazie alle sue enormi riserve di denaro. La proposta rischia di essere un boomerang per quei paesi che temono che Pechino approfitti della crisi finanziaria mondiale per far pendere l’ago della bilancia del commercio e della diplomazia in suo favore, scrive il quotidiano britannico Telegraph, che riporta la notizia. Nel corso di una conferenza del Consiglio di energia nazionale i partecipanti hanno acconsentito a creare un fondo speciale per le aziende di Stato cinesi per acquistare compagnie petrolifere e di gas all’estero. I beneficiari del provvedimento sarebbero i tre colossi energetici cinesi: Petrochina, Sinopec e Cnooc. “Le aziende potrano beneficiare di prestiti a interessi bassi e, in alcuni casi, di iniezioni di capitale”, secondo il quotidiano China Petroleum. I soldi statali sarebbero usati per finanziare le acquisizioni o le fusioni con aziende energetiche all’estero. Quali siano le aziende che la Cina ha nel mirino non è chiaro, scrive il quotidiano. Recentemente Jiang Jemin, ad di Petrochina, ha sottolineato che “i prezzi bassi delle azioni di alcune compagnie mondiali rappresentano fresche occasioni”. I leader cinesi hanno da poco concluso una serie di accordi per i rifornimenti di greggio: solo la settimana scorsa, Pechino ha firmato intese per più di 31 miliardi di euro con paesi come Russia, Venezuela e Brasile.

Personalmente non sono sorpreso. Suggerisco di leggere EUROIL di Paolo C. Conti e Eliodo Fazi, Fazi Editore

23 febbraio 2009 Pubblicato da | news from all over the world | , , , , | Lascia un commento

Svizzera: altri attacchi al segreto bancario

G20; Ministro Finanze Gb attacca il segreto bancario in Svizzera
Londra, 22 feb. (Apcom) – Il ministro delle Finanze britannico Alistair Darling, ha attaccato il segreto bancario degli istituti svizzeri, sottolineando che non si può più tollerare l’evasione fiscale, in un intervento pubblicato oggi dall’edizione domenicale di The Observer. Darling ha sottolineato che le autorità elvetiche dovrebbero riformare le leggi fiscali e bancarie del paese per allinearsi a quelle in vigore in Europa. “Penso sia importante che ci sia la trasparenza. Nessuno sa cosa accade. Non va bene, infatti la metà dei problemi derivano dal fatto che non si sa cosa succede”, ha dichiarato il ministro, citato dal quotidiano. “E’ una delle cose che la Svizzera deve regolamentare. Se intende fare parte della comunità internazionale, dovrà essere aperta”, ha proseguito. “Il segreto che premette alle persone di proteggere la loro fortuna senza pagare tasse come dovrebbero, non si può più tollerare”, ha insistito Darling. Oggi nel corso della riunione preparatoria del G20 che si è svolta a Berlino, i leader europei hanno rilanciato la lotta contro i paradisi fiscali. “Bisogna sviluppare dei meccanismi sanzionatori” contro di essi, ha affermato Merkel al termine della riunione dei leader europei al pre-G20 a Berlino. Entro il 2 aprile, data del G20 di Londra, dovranno essere create delle liste per “mostrare chi concretamente rifiuta questa collaborazione internazionale”.

23 febbraio 2009 Pubblicato da | Europa, Europe, Svizzera | , , , | Lascia un commento

Note-sharing: appunti d’autore per chi salta le lezioni

Da La Stampa on line:

Prof contro l’archivio degli studenti
FRANCESCA PACI
LONDRA
E’ l’ultima sfida degli studenti 2.0 all’università del secolo scorso. Il note-sharing, la condivisione degli appunti (ovviamente su internet), è la nuova frontiera dell’apprendimento made in UK che gasa le matricole e mette sulla difensiva i professori. Chiunque abbia saltato una lezione o semplicemente non ci abbia capito un granché può trovare online e gratis il miglior riassunto possibile . L’idea è venuta a un gruppo di brillantissimi laureati britannici (i tre coordinatori vengono dall’università di Manchester, Durham e York) che hanno creato l’archivio virtuale GradeGuru.com e ci stanno facendo un bel po’ di soldi. Il sito, che si mantiene con la pubblicità, dice di ricevere contributi da 281 istituzioni accademiche inglesi e d’aver guadagnato, in poche settimane, 7846 sterline, circa 8800 euro.

“L’idea è che gli studenti condividano gli appunti e facciano un lavoretto che gli permetta di pagarsi le spese durante gli studi” spiega al Daily Telegraph la fondatrice Emily Sawtell. Un blocco di appunti viene pagato 30 sterline, mentre per un piccolo saggio si possono guadagnare dalle 3 alle 6 sterline.

Inutile dire che gli insegnanti non condividono l’entusiasmo dei ragazzi e mettono in guardia dalla deriva dei cervelli sempre più atrofizzati dal web. Possibile. Quelli del team di GradeGuru, per il momento, sono in perfetta forma.

23 febbraio 2009 Pubblicato da | news from all over the world | , , | Lascia un commento

L’Olympic come l’Alitalia

OsservatorioBalcani

Era la creatura prediletta di Onassis: l’Olympic airways, compagnia di stato greca. Coperta dai debiti non si è ripresa neppure dopo ingenti iniezioni di danaro pubblico. Ora l’ultimatum di Bruxelles: o la vendita ai privati o la chiusura.

Onassis si starà rivoltando nella tomba. Il fantasma dell’armatore greco, mattatore del jet set morto nel 1975 dopo avere costruito dal nulla un impero miliardario ed essere stato l’amante di Maria Callas e il secondo marito di Jackie Kennedy, si aggira nei cieli ellenici più che mai. Che fine farà l’Olympic airways, la sua creatura prediletta, ora ridotta a un carrozzone in crisi che si fatica a vendere? Era stato proprio lui a fondarla nel 1957, per poi cederla nel 1974 per 68 milioni di dollari allo Stato che ne fece la compagnia di bandiera ellenica, quando ormai per il vecchio Arì la parola “aeroplano” si era trasformata in incubo senza fine: la morte in un incidente aereo dell’unico figlio maschio Alexandros il 23 gennaio 1973.

Da allora, l’Olympic statalizzata non ha cessato di accumulare perdite e conseguenti iniezioni di danaro pubblico, per un totale di 2,7 miliardi di euro. Anche per l’abitudine di tutti i governi, conservatori o socialisti succedutisi in 34 anni, di gonfiare l’organico a scopi clientelari. Un posto all’Olympic non si negava a nessuno: fino ad arrivare agli 8100 dipendenti attuali. Già nel 1998, nel 2000 e nel 2003, sotto la pressione della Commissione europea, erano stati stilati piani di “salvataggio” dai risultati insoddisfacenti. Tanto per dire, nelle casse della compagnia dai bilanci in caduta libera i contribuenti greci hanno versato, solo nel periodo fra il 2005 e il 2007, 850 milioni di euro. Ma adesso, dopo l’ultimatum di Bruxelles, è scoccata l’ora x: o si vende ai privati o si chiude. E almeno quegli 850 milioni di euro vanno restituiti allo Stato.”L’Olympic è la compagnia aerea pubblica con i conti più in rosso di tutta Europa, in relazione alle sue dimensioni” ha dichiarato il ministro dei Trasporti ellenico Costis Hatzidakis “La sua privatizzazione significherà per i contribuenti, e soprattutto per gli strati più poveri, smettere di pagare per un barile senza fondo”. Un barile che, insieme alle altrettanto deficitarie ferrovie nazionali, inghiotte 2,7 milioni di euro al giorno, secondo il primo ministro conservatore Kostantinos Karamanlis.

Privatizzare sì, ma chi compra? Onassis non è più in circolazione, e dall’asta indetta lo scorso autunno con scadenza il 30 gennaio 2009 si sono ritirati uno dopo l’altro i big dell’aviazione mondiale che avevano mostrato interesse prima della grande crisi globale: Qatar airlines e Iberia in prima linea. L’unico rimasto in lizza, la Chrysler Aviation del greco-americano Stelios Rapis, ha avanzato un’offerta talmente bassa da essere respinta. Il governo greco ha allora lanciato un appello agli epigoni di Arì Onassis, gli imprenditori greci, per salvare l’orgoglio nazionale.
L’Olympic è un simbolo, e per settori come il turismo ellenico in crisi è cruciale. Per non parlare dei posti di lavoro a rischio: sia fra i dipendenti della compagnia che nell’indotto.

All’sos del Comitato interministeriale per la privatizzazione ha risposto il 5 febbraio il Marfin Investment Group (MIG), che a dispetto del nome inglese è guidata dal finanziere greco Andreas Vghenopulos e si definisce, nel proprio website, “il più grande gruppo business ellenico di tutta l’Europa sudorientale, con 50mila impiegati e una presenza in 40 Paesi. Il nostro quartiere generale è in Grecia, siamo quotati alla Borsa di Atene”. Da notare che, se il 58 per cento del suo capitale è nazionale, il 24 per cento è detenuto da investitori esteri, con il Dubai Group al 18 per cento. “Alla luce della crisi economica che colpisce particolarmente il nostro Paese” – recita il patriottico comunicato del MIG – ”abbiamo deciso di rispondere favorevolmente all’invito del governo. Siamo pronti a diretti negoziati con lo Stato in modo che l’Olympic continui a operare in mano a imprenditori greci. Se le trattative arriveranno a buon fine, intendiamo offrire al governo l’opzione di ri-nazionalizzare Olympic in qualsiasi momento fino ai tre mesi successivi alle prossime elezioni politiche”.

Sì, perché nella terra degli dei si andrà al voto anticipato probabilmente in giugno, dopo le ultime elezioni del settembre 2007. L’esecutivo del premier conservatore Kostantino Karamanlis – nella bufera dopo una serie di scandali sfociati nella rivolta di piazza dello scorso dicembre, in seguito l’uccisione del 15enne Alexandros Grigoropulos da parte di un poliziotto – traballa con una maggioranza di soli 151 deputati su 300. E il Paese è nella lista nera fra quelli messi sotto stretta sorveglianza dalla Unione europea per il deficit economico.

L’operazione MIG, insomma, ha tutta l’aria di un salvataggio elettorale, simile alla vicenda dell’Alitalia acquistata dalla cordata “italiana doc” CAI in coincidenza con le ultime elezioni politiche italiane. Con l’aggiunta che per l’Olympic in cerca di un compratore il “salvataggio” non solo non è ancora decollato, ma l’esito è ancora tutto da vedere. Intanto, per scongiurare che un eventuale cambio della guardia politica in caso di vittoria dei socialisti del Pasok, ora all’opposizione, vanifichi tutto, giovedì 12 febbraio MIG Group ha posto due condizioni per sedersi al tavolo delle trattative.

La prima: il contratto dovrà avere un ok bipartisan del Parlamento, tanto è vero che Vghenopulos è andato a illustrare al leader socialista George Papandreu i propri progetti su Olympic.

La seconda: dovrà esserci anche il consenso dei dipendenti della compagnia aerea.
Infine Vghenopulos ha messo sul piatto un’offerta concreta: 62,4 milioni di euro.

Secondo l’ultimo piano già approvato a metà settembre dall’Ue l’Olympic è stata divisa in tre rami: una compagnia aerea che, pur mantenendo il logo e il marchio di Olympic Airways, non potrà superare il 65% di quanto è oggi Olympic (è a questa parte “aerea” che MIG è interessata), e due altre società che si occuperanno rispettivamente dell’assistenza agli scali e della manutenzione. Limitatamente alle società “terrestri” è arrivata in extremis, dopo Mig, un’altra offerta: 44,8 milioni di euro da parte della compagnia Swissport. “La Grecia può diventare il più grande hub dell’Europa sudorientale, una piattaforma proiettata anche verso il Medio Oriente” ha ribadito il ministro per lo Sviluppo Kostas Hatsidakis.

Resta il nodo più difficile da sciogliere: che fine faranno gli 8100 dipendenti, che da mesi organizzano, periodicamente, sit in di protesta davanti al Parlamento o bloccano il viale d’accesso all’aeroporto internazionale di Atene? “Saranno tutelati” ha assicurato il governo. Nella prima bozza, quando l’asta sembrava andare a gonfie vele per l’interesse di grosse compagnie internazionali, è stato offerto loro il trasferimento in un altro settore dell’impiego pubblico o, a ben 4593 fra piloti, assistenti di volo o impiegati a terra, il pensionamento anticipato. Da notare che di questi 4593 solo 2745 hanno già maturato l’età e i contributi per il prepensionamento volontario. Gli altri avrebbero dovuto essere incentivati con una buonuscita che riguardava anche chi ha solo 40-45 anni. Per esempio: secondo i conteggi riportati dal quotidiano “To Vima”, un autista di autobus aeroportuale assunto nel 1985, potrà andarsene con una pensione di 2250 euro. Non solo. Tutti i dipendenti assunti prima del 1993, sia che accettino un’altra collocazione sia che se ne vadano, avranno diritto a una generosa liquidazione: una hostess assunta nel 1985 con l’attuale stipendio di 4594 euro, incasserà 101.800 euro. Lo stato, insomma, si preparava a sganciare 1 miliardo e 200 milioni di euro per chiudere l’Olympic e avere la pace sociale. Ora i conti potrebbero essere tutti da rifare. “Ci vorrebbe un altro Onassis” si sente dire ad Atene. L’epigono Vghenopulos sarà all’altezza?

23 febbraio 2009 Pubblicato da | Commenti, crisi finanziaria, Economia, economy, Europa, Europe, Grecia, news from all over the world | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Gaza,il valico di Rafah aperto per tre giorni

euronews, 22 febbraio 2009

Per tre giorni studenti e malati potranno lasciare la Striscia di Gaza ed entrare in Egitto. Il valico di Rafah, chiuso da quando Israele ha imposto il blocco di Gaza, nel 2007, sarà aperto oggi per 500 studenti e altre 500 persone con permessi di soggiorno validi all’estero.

Domani toccherà a 800 persone che necessitano di cure mediche. “Una mia figlia ha un tumore – spiega un palestinese -. Voglio portarla in Egitto per farla curare. Sono otto mesi che cerco di attraversare il valico, ma finora non ho potuto. Spero con l’aiuto di Dio di entrare in Egitto, stavolta”.

Un espatriato che vive negli Emirati Arabi Uniti racconta di essere rimasto bloccato a Gaza per cinque mesi, a causa del blocco. “Non c‘è vita e non c‘è lavoro quando il valico è chiuso”, dice.

Il valico è stato riaperto a tre giorni dalla conferenza di riconciliazione che prenderà il via il 25 febbraio al Cairo, e che punta a mettere fine alle divisioni tra i movimenti palestinesi di Fatah e Hamas. La conferenza fa parte del piano che l’Egitto aveva proposto durante l’offensiva militare israeliana contro la Striscia di Gaza controllata da Hamas.

23 febbraio 2009 Pubblicato da | civil rights, Commenti, diritti umani, guerra, human rights, Intifada, Israele, news from all over the world, opinioni politiche, Oriente, palestina, politica, politics | , , , , , , , | Lascia un commento

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