GB: lezione di sesso dai 5 anni
Iran, trenta anni fa la rivoluzione
Aggrappati alla finanza messicana

Usa: miliardario messicano giunge in soccorso del New York Times
(Agr) – NEW YORK – Potrebbe essere il miliardario messicano Carlos Slim a salvare il prestigioso quotidiano americano “New York Times”. Sommerso da debiti e da un’ipoteca da 225 milioni di dollari sul grattacielo che ne ospita la redazione, il famoso giornale degli Stati Uniti rischia infatti un clamoroso crack. L’imprenditore sud americano si e’ fatto avanti impostando la trattativa con un possibile investimento di 250 milioni di dollari, utili ad aiutare l’editore a pagare i suoi debiti. Il consiglio d’amministrazione del New York Times dovrebbe riunirsi oggi per fare il punto della situazione e approvare l’accordo. L’offerta di Slim, secondo quanto scrive lo stesso New York Times, potrebbe concretizzarsi nell’acquisizione di azioni privilegiate che non prevedono il diritto di voto nel consiglio, ma che prevedono comunque la partecipazione alla distribuzione dei dividendi. In questo modo la famiglia Ochs-Sulzberger, che possiede il pacchetto azionario di maggioranza, non perderebbe il controllo del giornale.
Inside Gaza
Pubblico questo video (doppio click per andare su youtube) avendo ormai raggiunto una certezza: ci sono molte immagini che ci parlano. Ci raccontano visivamente quello che accade in tante aree del mondo, ci raccontano una guerra, le guerre. Ci dicono in sostanza la loro verità.
Possiamo protendere per Israele, possiamo sostenere le ragioni dei Palestinesi, possiamo essere contro la guerra. Anzi, nessuno è per la guerra. Ma alla fine è guerra, una guerra lontana, una guerra vicina, raccontata a voce, scritta, descritta e vista. E poi ci facciamo un’opinione; oppure seguiamo l’opinione di altri perchè affascinati da Tizio o Caio. Seguiamo perchè prendiamo parte, l’eco della guerra viene esportato nel mondo e il mondo sente, osserva, parteggia.
A volte mi pare che la guerra sia esportata: nei nostri pensieri, nei nostri scritti, nella nostra dialettica. E allora si creano fazioni, partito pro e partiti contro. Qualcuno ormai è assuefatto, la guerra è così, va avanti a prescindere. A volte la trascuriamo, a volte non ne sappiamo abbastanza. Però nulla come l’immagine ci dice. Ci parla dell’orrore, dell’amore che manca e che della lotta per la terra. Una terra contesa, terreno di speranze e sangue.
Gente che lotta per il riconoscimento, che convive con la paura quotidiana di bombe, di stragi. Questa sì è insicurezza.
Eviterei di dire chi ha ragione. Non ho certezze per fatti che non conoscerò mai abbastanza e per ragioni che non comprenderò mai abbastanza. L’immagine mi testimonia l’orrore, le devastazioni di un uomo che costruisce e poi distrugge quello che suoi simili hanno fatto. Anche nel 2009 ci sono ragioni che vogliono riaffermarsi e desideri malcelati ma il punto è sempre quello: guerra, morte, insicurezza.
Una cosa mi è chiara. I palestinesi vivono in larga parte in condizioni infime. Per tradizione, per incapacità personali e dei governanti, per imposizioni esterne. Se posso sperare in qualcosa è questo: quando ci sarà una tregua seria qualcuno proponga per quell’area un piano Marshall. Se le popolazioni potranno godere di un benessere materiale superiore forse diranno basta alla guerra. Potranno uscire dalla miseria, potranno sperare in un domani diverso.









Barack Obama, 20 gennaio alla Casa Bianca:i link per seguire la cerimonia
Il discorso di Obama al Lincoln Memorial, pronunciato dallo stesso palco su cui Martin Luther King 46 anni prima aveva forgiato il memorabile I have a dream:
E’ tutto pronto per l’insediamento di Barack Obama che ieri, come Lincoln, è arrivato in treno a Washington.
Domani tutti i maggiori network del mondo saranno sintonizzati sulla Casa Bianca dalle 10 ora locale (18 in Italia), ma sarà possibile seguire l’insediamento anche online: su Twitter basterà digitare inauguration e Obama. Si potrà poi seguire lo streaming su Hulu, utilizzato anche da Fox, poi C-Span, CNN.com in partnership con Facebook, Current TV e Ustream.tv, Joost e Qik in partnership con BBC, CBS e Houston Chronicle, solo per citarne alcuni.
20 gennaio 2009 Pubblicato da susannacotugno | America, Commenti, comunicazione, Democracy, Democratic Party, Democratici, Elections, elezioni, news from all over the world, Occidente, Online media, opinioni politiche, politica, politics, Presidenziali Usa, USA | Barack Obama, Casa Bianca, cerimonia insediamento di Obama | 2 commenti