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USA: anche i Repubblicani ora hanno un leader nero
I Repubblicani americani hanno un nuovo leader. Con 91 voti contro 77, il comitato nazionale del partito ha eletto proprio presidente Michael Steele, il primo leader afroamericano nella storia dei conservatori statunitensi, bocciando un volto di spicco dell’establishment bianco e anglosassone come Katon Dawson.
Dopo l’elezione di Barack Obama a primo presidente nero degli Stati Uniti, anche i Repubblicani, quindi, ora si affidano a un afroamericano per affrontare le future sfide.
Le prime parole di Steele sono state: “Questa è la nostra opportunità per costruire qualcosa di diverso, riusciremo ma non posso farcela da solo”. Ed ha aggiunto: “E’ importante per noi cominciare a definire con chiarezza chi siamo, in che cosa crediamo e quale nuovo messaggio vogliamo pronunciare al popolo americano di comunità in comunità”.
Steele, 50 anni, ex vicegovernatore del Maryland, dovrà lavorare sodo, a lui il difficile compito di rilanciare le sorti del partito dopo le sconfitte degli ultimi tempi. Il primo appuntamento elettorale importante sarà l’anno prossimo con il rinnovo di una parte del Congresso, e la scelta di Steele lascia intendere che i conservatori si preparano alle prossime battaglie elettorali puntando a conquistare i voti delle minoranze e dei giovani.
Steele è l’anti-Obama sin dall’estate del 2004: poche settimane dopo il debutto nazionale di Barack alla Convention Democratica di Boston, toccò proprio a Steele pronunciare alla Convention Repubblicana di New York il “keynote speech” di risposta. L’allora presidente Bush e il vice Dick Cheney identificarono in lui la figura da opporre a Obama, perché ne condivide l’estrazione sociale (la borghesia afroamericana) nonché la capacità di essere ascoltato da chi è di diverse posizioni politiche. Se da un lato, infatti, Steele è uno strenuo sostenitore della guerra in Iraq, dei tagli fiscali e delle posizioni antiabortiste, dall’altra ha sempre mantenuto una certa indipendenza dal partito.
Steele è nato nel 1958 da una famiglia militare molto credente, e da giovane trascorse tre anni in un seminario dell’ordine di Sant’Agostino con l’intento di diventare prete. L’interesse per Sant’Agostino è un’altra delle caratteristiche che condivide con Obama, assieme al fatto di essere corteggiato da alcuni dei più popolari talk show per la capacità di essere accattivante e combattivo. Un lato del carattere, quest’ultimo, che condivide con la sorella Monica, ex moglie del campione di pugilato Mike Tyson.
A confermare l’ipotesi di una possibile regia della famiglia Bush dietro l’elezione a leader Repubblicano di Steele c’è quanto l’ex presidente disse poco prima di lasciare la Casa Bianca, facendo mea culpa per non aver dedicato sufficiente impegno alla “riforma dell’immigrazione”, tema in cima all’interesse delle minoranze che, votando in blocco per i Democratici, hanno aiutato Obama a vincere.
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31 gennaio 2009 - Pubblicato da susannacotugno | America, Commenti, Costituzione, Democracy, Democratic Party, Democratici, Elections, elezioni, news from all over the world, Occidente, opinioni politiche, politica, politics, Presidenziali Usa, Repubblicani, Republican Party, USA, votazioni | Barack Obama, Congresso degli Stati Uniti, Michael Steele, Partito Democratico, Partito Repubblicano